Al IX Municipio, iniziativa in memoria di Norma Cossetto e tutte le altre vittime delle dittature (comunista, nazista e fascista) nelle terre giuliane, istriane e dalmate

3' di lettura 04/01/2021 - Un importante risultato. In direzione, finalmente, d’una visione storica piu’ obbiettiva sui tragici avvenimenti del 1943-’45 in Venezia Giulia, Istria e Dalmazia: col raggiungimento, anzitutto, d’una memoria, se non comune (cosa che, riteniamo, sarà sempre molto difficile da raggiungere), il piu’ possibile aperta agli opposti punti di vista, senza pretese di infallibilità e demonizzazione dell’avversario.

Al Municipio Roma IX è stata votata ultimamente, da tutti i 21 consiglieri presenti, una Risoluzione – la n. 21/2020 – “per ricordare Norma Cossetto e tutte le vittime civili delle dittature (comunista jugoslava, nazista e fascista) nelle terre giuliane e dalmate.

Il IX Municipio, com’è noto, ospita il Quartiere Giuliano Dalmata: che nacque, dopo la Seconda guerra mondiale, appunto per ospitare migliaia di italiani profughi da Venezia Giulia, Istria e Dalmazia, costretti all’esilio dalla “Pulizia etnica” antiitaliana decisa dal nuovo regime comunista jugoslavo (già autore, dal ‘43 in poi, dei massacri delle Foibe). Dopo altre iniziative di "perestrojka della memoria", diremmo, il Municipio ha approvato quest'altro progetto della "Panchina tricolore": da collocare nel nucleo storico del quartiere stesso.

Con una targa in memoria di Norma Cossetto(1920-1943), la giovane studentessa istriana (di Visignano), violentata e uccisa dai partigiani comunisti titini tra il 4 e il 5 ottobre del'43, divenuta uno dei simboli stessi del dramma delle Foibe, Medaglia d'oro al merito civile per decisione del Presidente Ciampi nel 2005.

In Consiglio municipale, dopo un’ampia discussione e l‘intervento diretto di Marino Micich, Direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume (che ha sede appunto nel quartiere) e Oliviero Zoia, Presidente dell'Associazione “Giuliano Dalmata nel Cuore”, fattisi interpreti dei pareri di Associazione per la Cultura Fiumana, Istriana e Dalmata nel Lazio, Archivio Museo storico di Fiume- Società di Studi Fiumani, Comitato ANVGD di Roma e A.S. Giuliana, è stato accettato l’emendamento proposto dal gruppo consiliare del PD.

Che proponeva di ricordare - a Trieste, in Istria, a Fiume e in Dalmazia – non solo le vittime del comunismo jugoslavo, ma anche le vittime civili causate dallo schieramento nazifascista (1943- ’45, e poi sino almeno al ‘47). Micich ha sottolineato nella seduta “che per le associazioni del Coordinamento di valorizzazione del Nucleo storico del Quartiere Giuliano-Dalmata, è sembrato giusto ricordare, senza distinzioni politiche di parte, tutte le vittime civili o militari uccise senza umana giustizia e dignitosa sepoltura. Perché la nostra gente non solo si è battuta per mantenere l’italianità dell’Istria, ma una parte ha partecipato anche alla lotta antifascista. I morti istriani, fiumani o dalmati italiani figurano non solo nelle foibe o nei campi di concentramento jugoslavi, ma anche durante i rastrellamenti e rappresaglie fasciste, nella risiera di San Sabba (unico campo di sterminio installato dai tedeschi in Italia, N.d.R.) e nei campi di concentramento nazisti. Ricordarli tutti è un atto doveroso e che rende giustizia alla storia complessa del nostro Confine orientale”.


di Fabrizio Federici
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Questo è un articolo pubblicato il 04-01-2021 alle 23:35 sul giornale del 07 gennaio 2021 - 287 letture

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