Successo, alla Galleria "La Pigna" di Roma, di "Secundum Ioannem", nuovo ciclo pittorico dell'artista veronese Ismaele Chignola

4' di lettura 21/07/2022 - Alla Galleria “La Pigna” (storico punto di riferimento dell'UCAI, Unione Cattolica Artisti Italiani, sorto a metà anni '60 per volere d'un Pontefice come Paolo VI, molto sensibile ai temi dell'arte e del suo rapporto con la fede), è stata inaugurata con successo la mostra personale dell'artista Ismaele Chignola: "Secundum Joannem".

Nato a Verona nel 1963, Chignola si è laureato nell'86 in Progettazione grafica, pubblicitaria ed editoriale presso l’I.S.I.A di Urbino: con successive esperienze di lavoro per aziende del Triveneto (occupandosi di copywriting, identità aziendale, campagne pubblicitarie, ecc...). Dal 2005 docente del Liceo Artistico (indirizzo grafico e audiovisivo/multimediale), nel 2014 laureatosi in Discipline artistiche all’Università di Verona, e' attualmente titolare dei corsi di Computer Graphics e Packaging presso l’Accademia veronese di Belle Arti.

Artista specializzato in arte sacra, Chignola sino a martedì 19 luglio è a Roma, alla Galleria “La Pigna”, per presentare il suo nuovo ciclo pittorico: "Secundum Ioannem". La particolarita' di lavorare su sequenze tematiche contraddistingue. infatti, il lavoro di questo pittore, che ha già realizzato 4 diversi cicli. Due, conservati presso il Santuario di Pietralba (Bolzano), e dedicati ai Sette Dolori e ai Sette Gaudi di Maria (due tradizioni devozionali d' ascendenza medioevale, cui son molto legati i Servi di Maria, lo storico Ordine mendicante della Chiesa nato a Firenze forse nel 1233: che gestisce il più importante santuario altoatesino, già meta di Giovanni Paolo II); mentre il terzo, centrato sulla vita di San Francesco d'Assisi.

“Secundum Joannem”, nuovo ciclo pittorico di Chignola, è un nuovo progetto che illustra i miracoli di Gesù raccontati dal suo testimone oculare, e discepolo prediletto, Giovanni di Betsaida: secondo la tradizione fratello di Giacomo il Maggiore, ed unico degli apostoli presente alla sua morte in croce. Ispirato a quelli che l'evangelista chiama "segni" per la loro pregnanza teologica, l'itinerario visivo (che ricollegheremmo, quasi, alla tradizione, medioevale e anche rinascimentale, dei cicli pittorici su un determinato tema, importanti nella civiltà di allora, fortemente basata sulle immagini), è frutto di una profonda riflessione, assistita da teologi competenti. Che ha portato ad affinare i temi affrontati attraverso un laborioso iter progettuale, iter che è possibile apprezzare nella mostra: accanto ai sette grandi quadri, infatti, viene esposto quello che è stato il loro processo creativo, dai primi bozzetti al disegno compositivo, sino agli studi di chiaroscuro.

Non era facile cimentarsi con un testo come il Vangelo di Giovanni: com'è noto, ben piu' complesso degli altri 3 Vangeli, i sinottici, pieno di spunti anche neoplatonici, e, in parte, esoterici (sin dal celeberrimo inizio, “In principio era il Verbo”: esaltazione del “Logos”, della potenza inarrestabile della parola, ma anche della ragione, ambedue centrali nella formazione e nella diffusione della fede). Chignola vi riesce, con una serie di quadri che ripercorrono i momenti essenziali del Vangelo giovanneo (nozze di Cana, miracoli di Cristo, ultima Cena, Passione, Resurrezione) con uno stile al tempo stesso elevato e semplice, che ricorda sia i maestri del passato (dal Leonardo del “Cenacolo” a vari grandi dell' 8 - ‘900) che, nelle migliori espressioni, il fumetto d’autore. E, con soluzioni cromatiche dove predominano soprattutto il giallo e l'ocra, ricrea veramente le atmosfere polverose e selvagge del Medio Oriente.

La mostra - a ingresso libero, nel cortile del Palazzo dell'Opera Romana Pellegrinaggi, Via della Pigna, 13A - è stata presentata dal giornalista Dante Fasciolo (che ha illustrato le analogie tra Cristo e i tanti eroi, spesso sconosciuti, in lotta sui Golgotha di oggi, dalla guerra russo - ucraina alle battaglie per i diritti delle minoranze etnico - linguistico - religiose), e resterà aperta sino al 26 luglio, dal lunedì al venerdì (ore 15.30-19,00). “Del Vangelo di Giovanni - precisa Ismaele Chignola - mi ha colpito soprattutto il tono al tempo stesso lineare e complesso, che unisce il realismo alla capacità di fornire. di tanti episodi, molteplici chiavi di lettura”.






Questo è un articolo pubblicato il 21-07-2022 alle 10:33 sul giornale del 22 luglio 2022 - 104 letture

In questo articolo si parla di cultura, roma, lazio, articolo, Fabrizio Federici

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