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Verona: tenta di introdurre droga in carcere per il fidanzato, fermata

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Giornata intensa, quella di ieri martedì 13 settembre 20023, per la Polizia Penitenziaria in servizio nella Casa circondariale Montorio di Verona.

“Una donna ha tentato di introdurre un involucro contenente cocaina all'interno dell'istituto scaligero, dove si era recata per incontrare il fidanzato detenuto”, denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPe, per voce del Segretario nazionale del Triveneto Giovanni Vona. “Prima di far ingresso all'interno della sala colloqui, è stata segnalata da un cane del distaccamento cinofili della Polizia Penitenziaria di Verona. L'involucro, occultato nelle parti intime, era destinato al compagno detenuto di origine maghrebina. Il rinvenimento mette in risalto la capacità investigativa del personale in servizio che, da qualche tempo, sospettava che la donna potesse prestarsi all'introduzione di quanto rinvenuto. La donna è stata denunciata a piede libero”.

“Successivamente”, prosegue Vona, “un altro detenuto del carcere, anch’egli nordafricano, ha dato fuoco all'interno della cella per futili motivi. L’uomo, prima di appiccare il fuoco, ha rotto un tavolo di legno e, con un piede, tutti i vetri delle finestre. Grazie al repentino intervento del personale di Polizia Penitenziaria di Verona Montorio, che riusciva a spegnere le fiamme, non si è reso necessario evacuare la Sezione detentiva”.

Vona esprime solidarietà, vicinanza e apprezzamento ai poliziotti penitenziari del Reparto di Verona Montorio e ricorda che “il SAPPE denuncia da tempo che bisogna introdurre riforme efficaci per stemperare le costanti e crescenti tensioni nelle carceri, prevedendo ad esempio l’espulsione dei detenuti stranieri e la riapertura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinario”. Donato Capece, segretario generale del SAPPE esprime anch’egli vicinanza ai poliziotti di Verona ed evidenzia come e quanto sia importante e urgente prevedere un nuovo modello custodiale.

“Le donne e gli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria non possono continuare ad essere aggrediti o a trovarsi costantemente in situazioni di alta tensione senza che il Ministero della Giustizia ed il DAP adottino provvedimenti urgenti”.Per Capece, “la situazione è sempre più critica a causa di una popolazione detenuta refrattaria al rispetto delle regole, abituata da anni alla consapevolezza che tutto gli è dovuto. Torniamo a chiedere l’immediata applicazione dell’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario, che prevede restrizioni adatte a contenere soggetti violenti e pericolosi, e la dotazione al personale della Polizia Penitenziaria del taser o, comunque, di altro strumento utile a difendersi dalla violenza di delinquenti che non hanno alcun rispetto delle regole e delle persone che rappresentano lo Stato".

E critica il Provveditore regionale del Triveneto, Maria Milano – “in Regione si avverte prepotente la sua assenza, che invece dovrebbe essere costante e continua e garantire sicurezza nelle carceri regionali, accentuata da quando è a mezzo servizio perché Provveditore anche in Lombardia” – ed il Capo del DAP Giovanni Russo – “a lui, da mesi, chiediamo senza avere alcun riscontro di intervenire con urgenza sulla gestione dei detenuti stranieri, dei malati psichiatrici, della riorganizzazione istituti, della riforma della media sicurezza!”.



Questo è un articolo pubblicato il 14-09-2023 alle 18:44 sul giornale del 15 settembre 2023 - 14 letture






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