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Treviso: L’autopsia conferma, il piccolo Jacopo Sartena è vittima della “baby shaken sindrome”

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L’autopsia effettuata presso l’ospedale di Treviso, conferma i sospetti iniziali. Jacopo Sartena di soli 3 mesi, è morto per una lesione cerebrale provocata da un violento e ripetuto scuotimento

L’anatomopatologo Antonello Cirnelli ha eseguito il 14 ottobre l’esame autoptico del piccolo Jacopo Sartena di 3 mesi. L’esito già comunicato alla Procura della Repubblica di Treviso, che indaga sul caso, confermerebbe la morte a causa di una vasta area traumatica cerebrale, compatibile con la tipica lesione da scuotimento. Il piccolo era giunto in ospedale a Treviso dopo che i genitori avevano allertato i soccorsi dell’ospedale di Montebelluna, essendo abitanti nella frazione limitrofa di Guarda. Fin dal primo momento, le condizioni erano apparse disperate, tanto da decidere l’immediato trasferimento in elicottero presso il policlinico di Padova e poi all’ospedale di Verona, dove Jacopo è deceduto dopo un giorno di agonia.

Quella notte tra giovedì 5 e venerdì 6 ottobre, su segnalazione dei sanitari, erano intervenuti anche i Carabinieri di Montebelluna e del reparto investigativo di Treviso. Qualcosa non tornava, questo bambino appariva come un caso differente dai due deceduti in poco tempo nella zona. Per questo venivano sottoposti a stringenti interrogatori i genitori, Pierluigi Sartena di 48 anni, imprenditore del settore abbigliamento e Chiara Sartor 41 anni. Non è dato, per ora sapere, se uno solo dei due o entrambi abbiano confermato le accuse mossegli dagli inquirenti, ma una cosa è certa, Jacopo non è morto di morte naturale, ma si è trattato di omicidio. A questo punto il codice penale, distingue tra la volontà omicidiaria e la casualità oltre le intenzioni. Forse i genitori non hanno sopportato il pianto continuo del bimbo e lo hanno scosso violentemente. Certo, questa è la causa della morte e da questo momento è un punto fermo dell’accusa. A seguito degli interrogatori, si saprà se vi è stata volontà o casualità nell’omicidio.

Appena accaduto il fatto, il sindaco di Montebelluna, annullò tutte le manifestazioni pubbliche, compresa l’inaugurazione dell’asilo nido di Guarda, paese di residenza del piccolo Jacopo, prevista per il giorno successivo. Questa fu la dichiarazione del sindaco Adalberto Bordin, nell’immediatezza del fatto: “A nome mio, e dell’amministrazione comunale e della comunità montebellunese, esprimo solidarietà e mi stringo ai genitori e ai familiari del piccolo che ha perso la vita. Sono notizie che non vorremmo mai sentire e che addolorano tutti“. Ovviamente, a fronte delle risultanze investigative e dell’iscrizione dei genitori del piccolo, nel registro degli indagati, le dichiarazioni del sindaco, mantengono una forte carica emotiva, ma un senso ben diverso, se fossero pronunciate oggi. Sabato scorso in occasione dell’apertura della tredicesima “Giornata del Volontariato“ la comunità di Montebelluna aveva osservato un minuto di silenzio in memoria di Jacopo.



Questo è un articolo pubblicato il 15-10-2023 alle 11:26 sul giornale del 15 ottobre 2023 - 216 letture






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