SEI IN > VIVERE VENETO > ATTUALITA'
Editoriale

Treviso: 8 marzo Giornata Internazionale della Donna, per guardarla con gli occhi innamorati della prima volta

4' di lettura
42

Ricorre l' 8 marzo la giornata istituita dalle Nazioni Unite, durante la quale si parla di conquiste lavorative, sociali, discriminazioni di genere, del solito patriarca che in realtà non esiste più da settant'anni e sui diritti negati. Lascio volentieri a voci più autorevoli le dissertazioni di carattere sociopolitico e in questo Editoriale vi auguro, care Donne di tornare a casa questa sera dopo il lavoro, oppure se siete a casa, di trovare negli occhi innamorati del vostro uomo, lo sguardo della prima volta. Quando i suoi occhi vi cercarono e voi ricambiaste quello sguardo. Che sia passato un anno o mezzo secolo, questo è il mio augurio di cuore

La Giornata Internazionale della Donna venne celebrata per la prima volta il 28 febbraio 1909 in America su iniziativa del Partito Socialista Americano. L'anno dopo al VIII Congresso Internazionale Socialista di Copenaghen, Clara Zetkin tedesca, propose di istituire ufficialmente una giornata che fosse ogni anno la stessa, ma non vi fu accordo sulla data.

Ogni paese europeo decise una sua data, di solito comunque in marzo. Nacquero anche della leggende, quella che tutti conosciamo è che la giornata fu istituita per ricordare le operai morte a seguito di un incendio in una fabbrica di camicie a New York l'8 marzo 1908. L'incendio accadde veramente e morirono 140 donne, molte delle quali immigrate italiane, ma inizialmente non fu questo il motivo della ricorrenza. Nel 1917 le donne Russe scesero in piazza a San Pietroburgo chiedendo la fine della prima guerra mondiale. Solo quattro giorni dopo lo Zar abdicò e il nuovo governo diede il voto alle donne.

In Italia la giornata si festeggia dal 1946, con un'ostilità assoluta, in quegli anni, della Democrazia Cristiana. Nonostante l'opposizione dei benpensanti e di parte del clero, questa festa è diventata sempre più sentita e l'Italia è uno dei pochi paesi dove gli uomini regalano il fiore Partigiano che è la mimosa. Nel 1975 le Nazioni Unite hanno fissato l'8 marzo come Giornata Internazionale della Donna. Ultimamente la festa ha perso la connotazione amorosa e celebrativa per assurgere a manifesto politico di gruppi femministi di sinistra, composti da donne che dicono di voler combattere il patriarcato e la violenza contro le donne.

Come già detto il patriarcato non esiste più da almeno settant'anni e la violenza si chiama violenza da chiunque venga esercitata, da un uomo contro una donna ma anche da una donna contro un uomo. Parliamo di amore e tenerezza, nella foto Charles Aznavour e Mia Martini cantano insieme “Après l' Amour” in italiano “Dopo l' Amore” : “Noi ci amiamo, è così che noi ci siamo offerti inseguendo anche noi quell'istinto che fa unire gli amanti incuranti del resto. E sento passare le tue dita leggere che posi su di me con finta ingenuità. Adesso che noi ci perdiamo ad ascoltare. Lunghi silenzi. Dopo l'amore rimaniamo distesi. Dopo l'amore tu respiri con me e restiamo così seminudi a sognare felici di nulla. Con lo stesso sorriso. Dopo l'amore siamo un essere solo. Dopo l'amore che sereni ci fa. Sulla seta sgualcita. Tu rimani con me. Dopo l'amore per continuare a sognare”. Esiste anche una versione leggermente più lunga, ma ugualmente appassionante.

Se questa sera il vostro uomo arriverà con un mazzetto di mimose strapazzate dentro al cellonphane trasparente comperate al semaforo dal bengalese, guardatelo con gli occhi della prima volta e cercate anche in lui lo stesso sguardo e se è stanco e distratto dal lavoro ditegli: “Guardami come la prima volta e adesso portami a ballare che è la mia festa e vorrei fosse sempre la nostra festa tutta la vita". Oggi che la legge si è dissolta con il rischio di precipitare in un razzismo di genere contro gli uomini, voglio ricordare che la maggior parte degli uomini tratta con rispetto voi donne, siate altrettanto rispettose.

Oggi non vi è la cultura del patriarcato, ma come diceva prima Jacques Lacan e Massimo Recalcati poi, vi è la cultura dell'edonismo sfrenato e del possesso che genera violenza tossica. Il capitalismo come notava Pasolini ha mutato andatura ed è passato dalla fase repressiva, borghese, patriarcale a quella edonistica permissiva che pone il possesso e il consumo totale e immediato a norma di vita e se una cosa o una persona non si può avere e consumare secondo le proprie voglie si sceglie coscientemente la via della violenza e in certi casi dell'omicidio.

Possesso rapido e consumo, questo vuole il nuovo capitalismo anti famiglia, anti amore, anti tradizioni. Godetevi questa serata e un caro saluto a tutte le Donne libere da schemi precostituiti e anche a quelle piene di schemi e pregiudizi.



Questo è un editoriale pubblicato il 08-03-2024 alle 15:47 sul giornale del 09 marzo 2024 - 42 letture






qrcode